E’ sempre un momento buono per praticare, salvo quando vi attendete un risultato.
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Essere disponibili a ciò che si presenta: l’accettazione è una forma di strategia.
25 Giu
E’ sempre un momento buono per praticare, salvo quando vi attendete un risultato.
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Essere disponibili a ciò che si presenta: l’accettazione è una forma di strategia.
4 Lug
29 Set
“Prima di praticare lo Zen, le montagne mi sembravano montagne, e i fiumi mi sembravano fiumi.
Da quando pratico lo Zen, vedo che i fiumi non sono più fiumi e le montagne non sono più montagne.
Ma da quando ho raggiunto l’illuminazione, le montagne sono di nuovo montagne e i fiumi di nuovo fiumi”.
(F. Capra “Il Tao della fisica” – citazione capitolo 9)
1 Mag
Sono stata alla conferenza del Prof. Giuliano Boccali intitolata “La Parola e il Silenzio” presso L’Associazione Italiana di Raja Yoga. Cito alcune frasi dai miei appunti, che sono un’estrapolazione da un contesto di spiegazione filosofica e storica a partire dalla concezione indiana, quindi non riferibili al senso dell’intera conferenza, ma che spiegano il percorso del mio pensiero : … non si pensa per idee, ma per parole … il pensiero e il linguaggio sono la stessa cosa … Il Silenzio è lo spazio di rigenerazione della parola…
Dopo la conferenza e finendo di leggere “Bioenergetica” di Lowen è scaturita la riflessione che esistono diverse possibilità di vivere la propria “realtà spirituale” che si esprimono secondo i propri campi di interesse: sarebbe opportuno aver chiaro che non è possibile capire e esprimere “una verità” senza la coscienza che tutto è parziale, non tutto può essere compreso, perché il nostro “campo di coscienza e di interesse è limitato”.
Sto cominciando a leggere “La via del Silenzio e la Via delle Parole” di Claudio Naranjo e rimango colpita, mantenendo la relazione con gli altri passaggi (la conferenza e la lettura di Lowen), da questa affermazione:
“ …la meditazione senza la conoscenza non è nulla…il Dalai Lama cita un sutra: “All’inizio affidati allo studio, poi interiorizza il significato con la meditazione. Dalla retta meditazione deriva la Saggezza della retta comprensione”
… E citando Eric Baret, (Yoga del Kasmir) : “solo l’ascolto senza domanda è liberazione, percezione e intendimento diretto”.
Quindi la mia riflessione… vie diverse… vie parallele… campi di interesse quali lo Yoga, la filosofia, la psicologia: …”la propria realtà spirituale e personale” si può realizzare nella curiosità e nell’apertura della ricerca …nel vissuto spontaneo, naturale e libero.
11 Mar
Appunti/note (con beneficio del dubbio per “la comprensione” e “l’interpretazione scritta”) – ERIC BARET – Yoga Tantrico Kashmiro – seminario del 9 e 10 marzo 2012
ACCETTATE QUELLO CHE SI PRESENTA (GIOIOSAMENTE)
PERCHE’ E’ NECESSARIO A RAGGIUNGERE UN’AUTONOMIA
SIATE INTENSAMENTE PRESENTE
E IN QUESTA INTENSITA’ AVVERRA’ IL CAMBIAMENTO
non ci può essere libertà/non siamo liberi di fronte agli eventi della vita
qualsiasi speculazione che rimane mentale/filosofica SCOMPARE di fronte agli eventi della vita/all’EVENTO della vita
la libertà/il determinismo non esistono se non come speculazione filosofica … non possiamo decidere ciò che ci accade (tutto nella vita è collegato, non si può decidere — NON DIPENDE DA NOI —)
quello che (CI) accade è necessario e ci dà la possibilità di diventare più autonomi
nell’ESSERE INTENSAMENTE PRESENTI a ciò che è necessario che accada (a ciò che accade) avviene IL CAMBIAMENTO
12 Ott
Perché praticare il Raja Yoga in Occidente
Per comprendere l’utilità della pratica dello Yoga nel mondo occidentale è importante cogliere come questa antica disciplina, accanto a una componente legata alla storia e alla cultura di quel grande paese che è l’India, ne comprenda una più universale, che riguarda la natura dell’uomo e del suo essere cosciente, un aspetto dunque più “esistenziale” che in quanto tale riguarda qualsiasi essere umano.
Lo Yoga dunque si rivolge a chiunque abbia la curiosità e il desiderio di comprendere il proprio mondo interiore, chiunque voglia scoprire cosa significhi essere vivi, sentirsi vivi; perché risulti così difficile essere consapevoli, presenti verso se stessi e gli altri; perché il non essere coscienti inneschi un processo di sofferenza e come porvi rimedio… Tutte queste domande non si possono attribuire in senso stretto né all’Occidente né all’Oriente, bensì a chiunque voglia dare un senso più profondo alla propria esistenza.
Il “Raja Yoga” (Raja significa regale, nobile) denota una pratica interiore di consapevolezza che affronta in modo diretto le questioni esistenziali cui abbiamo accennato, fondandosi sull’innata capacità, comune a noi tutti ma sovente sopita, di “renderci conto”, di rilevare, di accorgerci di ciò che ci accade.
L’Occidente, ma ormai anche l’Oriente, ha imboccato da molto tempo la strada dell’accumulazione e dell’apparire, e la velocità che caratterizza la nostra vita di tutti i giorni impone di conseguenza una crescente accelerazione mentale. E ciò, inevitabilmente, comporta un crescente ricorso ad automatismi e schemi di comportamento.
La nostra mente non è mai a riposo, e l’essere separata dal ritmo naturale e profondo del nostro organismo, imprescindibile per una consapevolezza autentica, la porta a sostituire l’azione con una serie di “reazioni” (l’agire con il reagire). Il risultato di un tale atteggiamento mentale è uno scontento sottile per il quale neppure un desiderio esaudito costituisce un reale appagamento.
Mai come ora, dunque, ci ritroviamo nella necessità di recuperare una dimensione che meglio corrisponda alla nostra natura profonda. Una dimensione più autentica e, insieme, più essenziale.
Renata Angelini e Moiz Palaci
Associazione Italiana di Raja Yoga
28 Giu
E’ quasi un peccato che lo Yoga produca un effetto,
quest’arte non è un mezzo,
è un ringraziamento,
la sua leggerezza è la sua intensità.
(ERIC BARET – Yoga Tantrico- Asana e Pranayama del Kashmir – edizioni Mediterranee)
23 Mag
…quando vi guardate scoprite un groviglio di immagini messo insieme nel corso della crescita e della vita con gli altri
…si proiettava l’immagine piuttosto che mostrarsi e si aveva un’immagine anche dell’altra persona
RECIPROCO RAPPORTO TRA IMMAGINI
…l’instaurarsi di una dinamica nuova dei rapporti umani, dove non ci sia l’angoscia del dominio, dell’aggressione, della violenza e della paura richiederà la stabile instaurazione della libertà dalle immagini
VIVERE QUOTIDIANAMENTI IN MODO NON AUTORITARIO
Vimala Thakar – Il Mistero del Silenzio
Ubaldini editore
15 Mag
La scienza dello Yoga ci dice che la radice della sofferenza è la percezione errata o incompleta o squilibrata.
Vimala Thakar
Lo Yoga oltre la Meditazione – Sugli Yoga Sutra
Ubaldini Editore
5 Mag
….Se fossimo consapevoli dei processi con i quali formiamo le immagini mentali, non potremmo più considerare come una base fidata le nostre azioni.
C’è quella storia del millepiedi che camminava benissimo finché non gli chiesero quale piede muoveva per primo…
..Nell’atto della visione noi facciamo affidamento su un gran numero di presupposizioni che non si possono esaminare o esprimere a parole: si tratta di regole astratte, come quella della prospettiva. E’ usandole che costruiamo la nostra immagine mentale.
..Sotto il profilo epistemologico non è corretto dire “voi mi vedete”, perché quello che voi vedete è una immagine di me dovuta a processi di cui voi siete affatto inconsci…naturalmente non avrebbe senso dire che siete “voi” a fare queste immagini. Voi non avete quasi nessun controllo sulla loro costruzione (e se aveste un controllo del genere, la vostra fiducia delle immagini che la percezione offre al vostro occhio interiore sarebbe molto più scarsa).
…LE IMMAGINI DI CUI ABBIAMO ESPERIENZA NON SONO “FUORI” DI NOI NEL MONDO…
…SIAMO INCONSAPEVOLI DI CIO’ CHE ACCADE NELLA NOSTRA MENTE..
PENSIAMO DI VEDERE ED IN REALTA CREIAMO IMMAGINI.
Gregory BATESON – Mary Catherine BATESON
DOVE GLI ANGELI ESITANO -Verso un’epistemologia del Sacro – Adelphi edizioni